Adotta un proiettore

Adotta un proiettore è una campagna di crowdfunding per il Circolo cinematografico di Oderzo (TV), e mi è piaciuta da subito perché per me vedere i film nelle piccole sale acquista un fascino in più, e farei di tutto perché non sparissero.

Qui, uno stralcio dell’intervista che ho fatto al Presidente del circolo.

Adotta un proiettore: la campagna di crowdfunding del circolo Enrico Pizzuti di Oderzo

Adottare” è un verbo che evoca subito parole come affetto, prendersi cura. Ed è proprio con affetto che Paolo Pizzuti, presidente del circolo cinematografico Enrico Pizzuti di Oderzo, ci parla della campagna Adotta un proiettore, messa in piedi per acquistare e montare un nuovo proiettore per la sala del Cinema Turroni che ospita il circolo.
Adotta un proiettore nasce da un’esigenza emersa nel 2015, dopo un importante restauro che ha coinvolto il cinema.

Il rientro in sala dopo il restauro nel 2015 ci ha riservato una bella sorpresa: la stanzetta di proiezione (e quindi il suo proiettore) non c’erano più, relegando il loro ruolo a un piccolo proiettore a soffitto. Il restauro ha allontanato il locale da un’identità prevalentemente cinematografica rendendolo perlopiù una sala polivalente.
La decisione presa in fase di restauro di non passare al digitale, adottando un video proiettore a soffitto, ci vincolato nella scelta dei titoli proposti nelle nostre rassegne: non avendo a disposizione una tecnologia DCP non ci è possibile scegliere i film in uscita, e il campo si restringe a quelli già disponibili in formato DVD o Blu-ray, pertanto cerchiamo di selezionare quelle pellicole che nel cinema comunale di Oderzo non sono mai passate.
Tornando al proiettore, quello attualmente in dotazione è un video proiettore per presentazioni, inadeguato alla fruizione cinematografica: restituisce un’immagine di scarsa luminosità, con un basso contrasto e una scarsa definizione e non ci permette di proiettare film in full HD.

Ed è allora che è nata l’idea del crowdfunding.
La campagna consiste nel coinvolgere più persone possibile a sposare la nostra causa tramite una donazione di qualsiasi importo. Con il sistema del Crowdfunding abbiamo stabilito una cifra (8000 € – che andranno a coprire anche le spese di montaggio) e una data di scadenza (il 30 novembre 2017): se entro questa data non avremo raggiunto l’obiettivo tutte le somme donate verranno restituite ai rispettivi donatori. Promuovere una raccolta fondi come questa ha una doppia funzione, in quanto ci aiuta anche a pubblicizzare l’attività del circolo e a farci conoscere nel territorio.

E proprio delle attività e del rapporto con il territorio del circolo Enrico Pizzuti che abbiamo chiacchierato con Paolo Pizzuti. “Il circolo nasce nel settembre del 1995 con il nome Circolo di cultura cinematografica Pietro Dal Monaco, in onore del vecchio proiezionista; viene formalizzata l’attività di un gruppo di volontari che nei 10 anni precedenti proponeva rassegne d’autore al cinema Turroni di Oderzo. Il circolo è iscritto all’associazione nazionale circoli cinematografici italiani (ANCCI) e conta una media di 200-250 soci iscritti all’anno.
Il consiglio direttivo del circolo cinematografico è attualmente composto da 8 persone accomunate da una grande passione e cultura cinematografica.
Dagli anni Novanta l’attività è andata fino alla chiusura per il restauro del 2007. Da qui ci siamo spostati di anno in anno in luoghi diversi per dare continuità alla proposta culturale, fino a quando la Parrocchia di Oderzo (proprietaria della sala) propone di ritornare all’interno del cinema. Per l’occasione abbiamo cambiato la denominazione del circolo, che ha preso il nome di Enrico Pizzuti, il suo presidente, scomparso nel 2014.
A settembre 2015 il circolo ha aperto ufficialmente la sua nuova stagione con l’evento Torniamo in circolo, una serata di musica, cinema e letture. Da quel momento l’associazione ha abbinato al cinema anche altre proposte culturali, dall’organizzazione di eventi speciali a numerose collaborazioni esterne.

Quali attività proponete?
Nel corso dell’anno presentiamo rassegne d’autore con presentazione e dibattito finale, quando è possibile invitiamo registi o attori. Dal 2015 abbiamo inserito proposte culturali diverse dal cinema, con un’attenzione particolare alla musica: serate di lettura scenica e musica, spezzoni di film con accompagnamento musicale d’orchestra, concerti all’aperto nei giardini del cinema.
Abbiamo creato un festival estivo dal titolo Fuori dal cinema: il nome ha un doppio significato, poiché l’evento si svolge all’aperto nel giardino a lato della sala e non riguarda direttamente il cinema. Dopo il grande successo della prima edizione del 2016, abbiamo replicato con la seconda edizione del 2017, che si è rivelata altrettanto soddisfacente in termini di presenze.
È possibile partecipare a tutte le nostre iniziative sottoscrivendo una tessera annuale al costo di 20 € che dà diritto di ingresso a tutti gli eventi senza ulteriori costi.

Qual è il vostro spettatore-tipo?
Il nostro pubblico è molto vario, dai veri amanti del cinema, ai curiosi che poi si appassionano entrando in un luogo che non è semplicemente un salotto, ma un punto di incontro e di scambio di opinioni. Abbiamo conservato un buon numero di soci trentennali guadagnando un nuovo pubblico – anche giovane – che negli ultimi due anni segue con regolarità le nostre proposte.

Qual è il vostro rapporto con il territorio e la città di Oderzo?
Da quando il circolo Enrico Pizzuti ha riaperto nel 2015 abbiamo stretto diverse collaborazioni con realtà del territorio, come associazioni giovanili e di volontariato, fondazioni culturali, biblioteche, festival locali. L’obiettivo è quello di tenere viva la rete culturale della città stabilendo relazioni virtuose.

Uno dei problemi che da anni affliggono le piccole realtà come il cinema Turroni di Oderzo è il confronto con i multisala e con le nuove forme di cinema casalingo dei servizi di streaming, che portano sempre meno persone al cinema. Abbiamo chiesto a Paolo Pizzuti se anche il loro circolo soffre di questa concorrenza.
Non ci poniamo il problema, poiché il nostro ambiente non è solamente un cinema, ma un luogo in cui si compie un rito, in cui ci si sente a casa e si ritrovano volti familiari. È vero, molte delle nostre proposte sono già disponibili in formato DVD, ma quello che offriamo noi è il valore aggiunto della cultura cinematografica che dà il cineforum. Siamo consapevoli che è una proposta di nicchia, ma incontrare ogni settimana un pubblico nutrito ed entusiasta non può che incentivarci ad andare avanti.

Quali sono le prossime attività e rassegne che avete in programma?
Il 21 ottobre apriremo la stagione con una serata inaugurale dove un’ensemble multietnica farà da colonna sonora a una serie di spezzoni di film a tema.
Il 27 ottobre avrà inizio la rassegna autunnale Cose di questo mondo, una serie di film le cui trame sono accomunate dall’assurdità e imprevedibilità della vita e e degli individui coinvolti.
L’anno prossimo, dedicheremo il mese di febbraio a quattro eventi speciali, anche questi in fase di organizzazione, mentre marzo e aprile saranno dedicati alla seconda rassegna, di nuovo composta da sei film.
Visto il successo dello scorso anno riproporremo il corso di linguaggio cinematografico Effetto cinema, che l’anno scorso ha visto la partecipazione di ben 30 iscritti.
La stagione poi si chiuderà a giugno e luglio con la terza edizione di Fuori dal cinema per la quale abbiamo già qualche idea.

E, visto che i membri del circolo Enrico Pizzuti sono stati alla Mostra del Cinema di Venezia, abbiamo salutato Paolo Pizzuti chiedendogli quali film della nuova stagione valga la pena di vedere.
Andiamo alla Biennale cinema di Venezia ogni anno, è un appuntamento imprescindibile per noi. Tra i film visti recentemente ci sentiamo di consigliare l’ultimo film di Andrea Segre “L’ordine delle cose”, che abbiamo messo in rassegna il 3 novembre e “Tutto quello che vuoi” di Francesco Bruni, due opere italiane che nelle sale hanno lasciato il segno.
La nostra rassegna del 27 ottobre sarà aperta dal film belga “Kings of the Belgians”, presentato alla Biennale Cinema 2016, un’opera divertente e intelligente che ha riscosso un ottimo successo a Venezia, ma è stata poco considerata dalle sale italiane.

Per contribuire alla campagna Adotta un proiettore è possibile fare una donazione con carta di credito tramite PayPal o con bonifico bancario direttamente sul conto del circolo (IBAN IT10W0890461860014000003027). Tutte le informazioni si possono trovare nell’area dedicata del sito del circolo.