Letture complesse

Sono tornata all’Università. O almeno è così che mi sono sentita mentre leggevo (unicamente per diletto) Complex TV di Jason Mittell, librone di circa seicento pagine che recita nel sottotitolo “Teoria e tecnica dello storytelling delle serie tv”, e che ho già citato in questo blog esplicitamente quando ho parlato di Game of Thrones, e implicitamente molte altre.

Avere in mano questo saggio è stato proprio come ritornare ai tomi universitari, al sottolineare a matita e ai miei personali segni grafici che simboleggiano vari gradi di importanza di un concetto: da abbastanza importante fino a questo te lo devi ricordare assolutamente.

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Non lo consiglierei mai come lettura da spiaggia, che è poi la situazione in cui l’ho terminato io.
 Non è stato per nulla facile da gestire, né mentalmente (con quaranta gradi all’ombra avrei forse fatto meglio a comprarmi Cosmopolitan) né fisicamente (i quaranta gradi di cui sopra mi hanno letteralmente sciolto la matita in mano, e metà libro è irrimediabilmente macchiata di verde).

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Complex TV è sicuramente scritto bene e ha un linguaggio piuttosto comprensibile, ma l’argomento è talmente geek che non saprei in quale altro contesto stia bene se non un’aula universitaria.

L’autore non analizza cosa dicono le serie tv, il contesto sociale e politico in cui vengono trasmesse e le relative ricadute, quanto il come lo fanno (appunto, le tecniche di storytelling) a partire dall’analisi dei pilot per arrivare ai finali di stagione, passando per l’importanza degli autori, la costruzione dei personaggi, il rapporto dei fan con le serie (le fandom che tanto mi piacciono) e delle serie con i fan (compreso l’uso di Easter egg e sorprese narrative dedicate ai più attenti).
Grazie a questa lettura ho scoperto, ad esempio, che esiste una categoria di fan che lui definisce “i fan dello spoiler” e che preferisce scoprire a priori quello che succederà per potersi concentrare meglio sulle soluzioni tecniche adottate dagli autori a livello narrativo.

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Un limite che ho trovato in questo volume è la scarsità di esempi, in termini di numero di serie tv di cui l’autore parla in maniera approfondita (ma di questo non fa mistero e anzi lo dichiara fin da subito: lui parla solo di serie che ha visto).
Mittell ha come punto di riferimento principale Lost, di cui fa esempi molto accurati per capitoli interi, parla abbastanza anche di Breaking Bad e di Veronica Mars (di cui descrive il pilot con una precisione estenuante), 24, Alias, i Sopranos e The Wire. Cita di sfuggita anche Mad Men ma solo per parlarne male.

Il fatto che non ne abbia vista praticamente nessuna tranne BB e Mad Men mi ha reso la lettura in molti punti noiosa e faticosa, e a un certo punto ho iniziato a saltare le parti dedicate esclusivamente a Lost, che non riuscivo più a reggere.

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Il capitolo migliore è quello dedicato ai personaggi, e in particolare il paragrafo “Lunghe interazioni con uomini schifosi: gli antieroi delle serie tv”, con la lunga descrizione del personaggio di Walter White, che inizia così (spoiler per chi non ha visto Breaking Bad):
“… la serie comincia con Walt che è un tonto qualsiasi, un insegnante di chimica del liceo, chiaramente allineato al pubblico e meritevole di attaccamento; nella stagione finale, invece, Walt è un delinquente incallito, ha ucciso i suoi rivali, avvelenato un bambino innocente, per portare a termine un piano rischioso ed egoista, e manipolato le persone che sostiene di amare. Come si è arrivati a questa incredibile trasformazione morale?
(Mittel, 2017, pagina 257).

La sua analisi è molto avvincente nel raccontarci perché il personaggio di Cranston sia così convincente e perché rimaniamo allineati a Walter White anche se di stagione in stagione diventa sempre più esecrabile.

A me questa lettura è servita in parte a dare un nome specifico ad alcuni dettagli della narrazione che a furia di guardare le serie tv avevo già iniziato a notare, a migliorare il mio sguardo critico quando ne affronto una nuova, a comprenderne meglio le tecniche e le intenzioni degli autori e degli showrunner.
Ma se voi non siete dei fissati a questi livelli, ecco, non compratelo. Magari ve lo presto e leggete solo le parti sottolineate.