Cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le serie?

Freschi di polemica scoppiata durante il Festival Cannes se Netflix dovesse o meno far parte di una manifestazione che celebra i film pensati per il grande schermo, siamo subito passati alla successiva, che riguarda gli Emmy Awards, per i quali Netflix ha creato uno spazio sperimentale temporaneo di 24mila metri quadri a Beverly Hills, dedicato ai votanti del premio.

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Lì si sono tenuti una serie di incontri con le loro star di punta, tra cui Kevin Spacey che ha aperto le danze parlando della nuova stagione di House of Cards (con proiezione in anteprima della prima puntata), Jane Fonda e Lily Tomlin per Grace and Frankie, e il cast di Gilmore Girls.

Non solo, i visitatori hanno potuto vedere oggetti di scena di Stranger Things, Orange is the New Black, Umbreakable Kimmy Schmidt. Insomma, un Paradiso per gli appassionati.

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La polemica arriva dagli altri sfidanti che, naturalmente, non possono permettersi delle spese stratosferiche come il loro gigantesco rivale, adombrando anche l’ipotesi che l’investimento dovrebbe essere considerato come una forma di corruzione nei confronti di chi dovrà votare per i migliori show televisivi dell’anno.

Netflix dà fastidio, questo è sicuro. Si è infilata nelle pieghe di un sistema che era già in crisi di suo, con una formula di una semplicità quasi banale: tu mi paghi cinque euro al mese e puoi stare 24 ore al giorno davanti alla tv a vedere solo quello che ti interessa.
Mentre un biglietto al cinema, se va bene, lo paghi sei euro.

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Vi risparmio considerazioni sulla qualità dei film in uscita, sulla predominanza dei franchise (che pure, nel caso degli X-Men, adoro) e altri ragionamenti tecnici sull’industria cinematografica.

La faccenda è molto più semplice: Netflix ha il grano e non ha paura di usarlo per convincerci sempre di più che dobbiamo passare le serate a casa con le sue serie tv.

La sua proiezione di spesa per il 2017 solo per il marketing è di un miliardo di dollari, e servirà a spingere ancora di più i nuovi abbonamenti, che stanno subendo un fisiologico calo dopo il boom degli scorsi anni (stiamo comunque parlando di 100 milioni di abbonati in tutto il mondo in circa dieci anni di vita dell’azienda).

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Grazie a degli investimenti galattici riesce a creare delle campagne di comunicazione che riescono a tenerci incollati allo schermo creando un buzz pazzesco sui suoi prodotti e i suoi attori, prima, durante e dopo le uscite.
L’offerta è sicuramente di qualità, ma è tutto il contorno che ci avvinghia.

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Un esempio banale: penso solo a quanto stiamo discutendo in ufficio in questi giorni (e con che trasporto) di Thirteen Reasons Why, com’era successo mesi fa con How to get away with murder.

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Qualche esempio concreto?

Proprio per l’uscita della quinta stagione di House of Cards, Netflix ha assodato nientepopodimeno che Pete Souza, fotografo ufficiale degli Obama, per fare un finto servizio fotografico elettorale a Frank Underwood.

 

Fondamentale è in altri casi la personalizzazione delle campagne sulla base del Paese in cui vengono lanciate (avevo parlato di alcune iniziative dedicate al mercato italiano in cui sono stati usati efficacemente dei testimonial della nostra cultura pop).

She Rules, ad esempio, è la prima campagna dedicata al Ramadan pensata per celebrare le donne.
Qui sono state coinvolte influencer, imprenditrici e artiste arabe che ogni giorno pubblicano sui social uno dei loro personaggi femminili preferiti di Netflix che in qualche modo le ha ispirate.

In parallelo, è stata creata anche una campagna video con delle donne diversissime tra loro che, nelle difficoltà della vita, escono sempre vincenti (e naturalmente sono tutte abbonate a Netflix).

 

Di tutto un altro genere ma sicuramente di impatto è la campagna #narcosbills di Netflix Francia per il lancio della serie su Pablo Escobar.

Il punto di partenza è stato questo: il 90% delle banconote negli Stati Uniti e in Europa presenta tracce di cocaina.

E Netflix, che ha a disposizione uno dei più famosi trafficanti dei droga della storia, cosa fa?

Distribuisce tramite una serie di influencer centinaia di banconote da cinque euro sulle quali ha scritto con una polverina bianca, visibile solo se illuminata dalla torcia dello smartphone, l’hashtag #narcos.

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Inutile dire che la campagna ha avuto un’eco incredibile e una risposta social altissima, facendo salire la serie tv in trend topic per settimane.

 

 

Sì, Netflix ha decisamente scelto la plata. E sa come usarla.