Il valore della poesia

Ho sempre fatto fatica ad apprezzare la poesia, soprattutto se ha troppi livelli di significato, se non mi dà risposte immediate e mi costringe a sforzarmi di capirla (sì, lo ammetto, con la poesia sono un po’ pigra).

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Per questo non ne leggo molta, e gli unici libri che ho, in mezzo a una marea di romanzi, sono quelli di Emily Dickinson, che amo proprio per la brevità, la limpidezza e perché racconta l’animo umano e i suoi struggimenti attraverso delle immagini molto semplici e comprensibili: un’ape, un uccellino, il mare, un’alba.

E forse proprio per la comprensibilità della sua scrittura poetica, Rupi Kaur mi è piaciuta subito. Le sue poesie, spesso molto simili a degli haiku, sono delle vere stilettate che vanno dritto al cuore, senza troppi giri di parole.

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Ho comprato d’istinto la sua prima raccolta, Milk and Honey, dopo aver letto la sua storia.

È nata nel Punjab, in India ed è cresciuta in Canada.
Ha 24 anni, è una vera millennial e non per niente la sua attività (e notorietà) passa attraverso Instagram, e lei stessa viene definita una “Instapoet”. Le sue poesie sono perfette per il formato del social network: pochissime parole, spesso accompagnate da suoi disegni, che sembrano quasi degli schizzi, qualcosa in procinto di sbocciare.

Ha iniziato a scrivere rivolgendosi solamente alle ragazze indiane della sua comunità, pensando che solamente loro potessero capirla, ma a un certo punto si è resa conto che il suo era un messaggio universale e comprensibile per tutte le donne, di qualsiasi etnia e a qualsiasi latitudine vivessero.

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La giovane poetessa era già diventata famosa suo malgrado un paio di anni fa, per aver visto rimuovere da Instagram una sua immagine inserita all’interno del progetto fotografico Period, in cui la si vedeva stesa a letto con i pantaloni macchiati di sangue mestruale. Il lavoro era un tentativo di estirpare quello che è ancora per molti un tabù e una cosa sporca.

The hurting, the loving, the breaking, the healing: queste le quattro sezioni della sua prima raccolta di poesie, quattro fasi, quattro momenti della vita ma anche quattro pezzi dell’animo umano.

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La relazione, con gli uomini, le altre donne, con il padre, la madre, è al centro di tutto, ed è fonte, in parti uguali, di gioia e dolore.
In tutti i rapporti il confine tra amore e attaccamento è spesso molto labile, come quello tra volontà e costrizione.
La Kaur racconta di relazioni che possono togliere tutto e lasciarti completamente indifeso, ma anche di altri che portano a una fusione di due anime è talmente perfetta da non aver bisogno di troppe parole o spiegazioni.

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La parte più importante del suo lavoro è quella in cui parla di vere e proprie violenze e abusi sul corpo delle donne (lei stessa ne ha subiti quand’era ancora bambina), grazie ai quali, racconta lei stessa, viene continuamente contattata da ragazze che hanno subito forme di violenza e riescono a trovare il coraggio di far sentire la propria voce e di trovare conforto e rassicurazione nelle sue parole.

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Per questo penso che valga la pena leggerla, perché le sue sono parole piene di speranza ma anche di forza, la poesia diventa potente come un’arma, e a prescindere dalla storia personale di ognuna, ci si riconoscere molto facilmente in quello che scrive.

Vi lascio con un’intervista fatta dal portale Freeda quando Rupi Kaur è venuta in Italia per il tour di presentazione del libro.

Potete acquistare Milk and honey di Rupi Kaur su Amazon.

Immagini tratte dal sito di Rupi Kaur.