Quando il cinema si appende alla parete

C’è chi i film li fa, chi i film li vede, e chi li comunica. Le locandine sono un mezzo che, se un tempo veniva curato come un’opera d’arte e adorato quasi quanto il film stesso, negli ultimi anni spesso viene trascurato.

In questo vuoto che si è creato capita che si infilino graphic designer e illustratori appassionati, che si divertono a rimaneggiare e a ricreare i poster dei loro film preferiti secondo il loro stile.

Un progetto recente in questa direzione è A Movie Poster a day del designer Pete Majarich, che ha sfidato se stesso lo scorso anno e ha ricreato 365 locandine alternative di film famosi, utilizzando un stile minimalista, a volte giocando solo con i font e altre con un unico elemento simbolico del film scelto.

Qui potete vedere il video riassuntivo di tutti i poster realizzati, ma se volete guardarveli con più calma, qui c’è il suo Tumbrl.


Alternative movie posters – Film art from the Underground
è, invece, un progetto di Matthew Chojnacki, scrittore e giornalista che non sopportava più di vedere come film di valore venissero rappresentati da locandine fredde e impersonali, in cui, il più delle volte, venivano solo rappresentati i volti patinati degli attori protagonisti.

Ha deciso allora di chiamare a raccolta cento graphic designer provenienti da tutto il mondo, che hanno reinterpretato, con tecniche diverse, la storia del cinema, realizzando delle locandine molto diverse l’una dall’altra. Da qui è nato un librone del 2013 con tutte le opere realizzate, a cui ha fatto seguito, tre anni dopo, il volume II, dedicato alle artiste femminili. Qui e qui li potete acquistare su Amazon.

 

Cinestesie è, invece, l’idea del regista e sceneggiatore Maurizio Temporin che ha giocato a mischiare registi e film e ad immaginare che cosa sarebbe successo se la stessa storia fosse stata raccontata da un altro.

Che film sarebbe stato The Shining se l’avesse girato Woody Allen, e Wes Anderson come avrebbe interpretato Non aprite quella porta, o Fellini Jurassic Park, o ancora, Hitchcock Mary Poppins?

Il progetto apre a numerose riflessioni sulla storia del cinema e del costume, su come la sensibilità di un unico regista ha saputo creare dei cult che, in mano a qualcun altro, non avrebbero portato alle stesse conseguenze sul costume e sui gusti del pubblico e, a cascata, su tanti altri film girati successivamente e che senza quei cult non sarebbero mai stati realizzati.

Un altro sforzo di immaginazione, sempre sull’onda del What If? e per certi versi simile a quello precedente, è stato fatto da Peter Stults, illustratore americano che in questo caso si è chiesto come sarebbero stati alcuni film moderni se fossero stati girati in un’altra epoca. Chi li avrebbe girati e quali attori avrebbe scelto?
Anche qui, curiosamente, The Shining viene girato da Woody Allen. I suoi poster sono particolarmente belli e li potete vedere qui.

Infine, un test per veri appassionati e nerd del cinema: le locandine “svuotate” di Madani Bendjellaj, direttore artistico francese che si è divertito a togliere tutti gli elementi principali, i personaggi e i titoli e lasciare solo parte dell’ambientazione.
Quante riuscite a riconoscerne di queste?


Qui trovate le risposte e tutte le altre locandine svuotate.
Se alcuni paesaggi si possono facilmente confondere, altri elementi sono talmente iconici che non servono didascalie per indovinare di che film si tratta, come una certa panchina su cui è impossibile non sappiate chi ci stava seduto.